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  gratto [ un grattino è per sempre ]
         


12 settembre 2005

Saludos

Direi basta. Mi sono annoiato a sufficienza.




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11 settembre 2005

Stasera ho conosciuto il mio primo camorrista.

Un pesce piccolo, per carità, qualche spaccio, qualche fornitura di passaporti e documenti falsi, robetta da ragazzino dell’high school per la “city of depravation” come l’aveva definita uno dei padri fondatori a stelle e strisce, Thomas Jefferson.

Di beccare a Soho (quello di New York, acronimo di South Of Houston street) qualche tossico, gallerista d’arte, punkettone, travestito, magari qualche business man in uscita cocainomane non avevo dubbi, per carità.

Non avevo invece calcolato di beccare un anonimo paisà camorrista casertano in uscita newyorkese permanente da più di tre anni.

“Sono casertano. Sto qui in America a Nu Iorke da tre anni e mezzo. Sono un immigrato clandestino” vuota il sacco appena io e il mio compare, seduti al bancone del ristorante di cui dichiara di essere primo cuoco, gli chiediamo la domanda di provenienza di rito.

Il casertano, chiamiamolo Cuto’, ha una gran voglia di aprire la bocca e parlare. Io e il mio compare deduciamo che gli manchi quel po’ di pubblico casertano che chissà quanto lo inneggia quando rientra da mammà proprio lui, sì,l’amerkano.

Il mio compare ed io ci chiediamo l’età di Cuto’.Trenta? Trentacinque? Ventisei portati da cani? Saranno quei capelli radi, ben unti e sporchi in pieno stile village newyorkese, forse quegli occhi fuori dalle orbite da coca e hashish ogni giorno, quel colorito biancastro innaturale.

“…immigrato clandestino, sono arrivato qui come turista, ma io sono Chef, sono studiato!” si infervora un po’, orgoglioso. “ho iniziato a lavorare, qua mi pagano tutto cash, sai quanto è facile riciclare il denaro. Apri un bar, un ristorante, e puoi farci qualsiasi cosa”.

Gli chiedo come fa a campare, se non ci sono controlli incrociati e se il NSS (una specie di corrispettivo del nostro Inail) non l’ha ancora beccato. “I messicani sono i migliori a procurare passaporti falsi, sono meglio degli originali” facendo intuire quante identità parallele si sia inventato. “Se mi beccano e mi rispediscono a casa ho già accordi che i messicani mi fanno rientrare dal New Mexico e vaffanculo a ‘sti cani dell’immigrazione clandestina”.

Cuto’ fa nomi e cognomi, camorra e protezione, cinesi da massacrare e Little Italy da preservare, poi improvvisamente si alza dal bancone per preparare a distinti e newyorkesi signori un antipasto fake con la bufala “8 dollari, 8 dollari per una cazzo di bufala, che al paese mio vuoi mettere..”, promettendoci nuove rivelazioni, anche perché l’attenzione del suo novizio pubblico va pure difesa.




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21 luglio 2005

Muhammad l'ippopotamo

L’irlandese delle Bande Nere annovera tra i suoi possedimenti un ampio salone con micro-televisore, inaccessibile ai più, qualche stendardo della rossa Irlanda richiamante irish stout e analoghi, un karaoke multi-funzione e pluri-microfono, un cuoco algerino, Muhammad.

Muhammad è largo come un ippopotamo, di cui fa proprie le movenze.

Lento e laborioso nel suo incedere, zoppica orgogliosamente dissimulando dolore per quel piede, fasciato e parzialmente avvolto da una ciabatta di supermercato, forse malato di diabete o magari colpito da chissà qual malanno o pestone.

Muhammad, che è il deus ex machina dell’irlandese delle Bande Nere, detiene potere di vita e morte su qualunque pietanza, hamburger, alice fritta o patata ustionante, che con maestria sguaina dal congelatore e rovescia nella friggitrice, con quell’olio mensile torbido e rassicurante, che tanto eccome ha fritto fritto fritto.

Muhammad l’ippopotamo ha un dignitoso contegno, parla poco e ringrazia sempre, e suscita, ai cibo-ingolfati astanti, domande su come faccia ad essere così grosso mai bevendo alcolici né ingollando di porco carne.




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18 luglio 2005

Son-grat

Preg-grat-gratt.




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18 luglio 2005

Rubi-gratto

Pregommi Iddio vociar lo canto, pagano ch’io sono.

Ardente avvicinommi d’altar lo calice, predicando l’altrui vacuità, cercando vision divina, ascoltando liete parole e santi annullamenti.

Beltà pura e virginale, dimenticommi d’essere, a parer nostro mi prostrai chiedendo lo perdono.

L’ insaiato satrapo s’avvicinò, d’insaziabilità cosparso cosparse e asperse lo mio naso occhi e viso, inguaribilmente predicando mia la conversione.




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18 luglio 2005

Risvegli&grattini

Già svanita di scrivere la voglia.




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15 luglio 2005

Teorema / grat-gratt

Se vuoi accarezzarla, grattala.
Se vuoi baciarla, piazzale le unghie nella schiena.
Se vuoi darti uno stile, grattati la testa.
Se vuoi distinguerti col tuo capo, grattale il lobo auricolare.
Chi voglia grattar gli altri gratti se stesso.
Chi ha forza di grattar gli altri gratta se stesso.
-----grat-gratt-----




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15 luglio 2005

Allegorie / grat-gratt

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Le madri ci hanno insegnato che mai si debba cedere al grattare laddove il pungiglione del calabrone abbia iniettato il suo amaro veleno.
Tuttavia la tentazione del grat-gratt assorbe e aggira l'indole umana, così tenace quando lotta per la sopravvivenza quanto tenera nella di noi quotidianità.
La tentazione del grat-gratt si insinua saponosa e vaporosa, ti circonda, allunga il proprio di velluto arto solleticando l'intorno del rossastro bubbone, determinando quell'inesplicabile e indifferibile moto rotatorio.
Qualora il soggetto-vittima mantenga il suo dignitoso razionaleggiante lume egli ripone i propri artigli unghieschi limitando il circolare movimento a semplici carezze, che peraltro non azzerano la sconfitta morale dell'uomo moderno, ceduto al prurito-pudore.
Talvolta accade, ineluttabile auto-esecuzione, che l'uomo moderno, abbacinato dalle comodità della vita sguaini i propri artigli, affili le proprie unghie, ceda all'animale stimolo del sangue al sangue, estirpando l'ormai violaceo rilievo con i minimi e miseri prolungamenti dei propri arti e delle proprie dita, suscitando un masochistico zampillare di granata sangue e venefico fluire.
L'uomo moderno, una volta generato sangue da sangue, cade esanime sulla poltrona, si distende esangue sul prato, rotola informe sul letto e si pente dell'infausta azione, pronto a ricadervi alla successiva di veleno iniezione.
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15 luglio 2005

Dizio-gratto / Di-zio-gratto

Io gratto tu gratti egli gratta noi gratiamo voi grattiate essi grattono.




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15 luglio 2005

Gratto

Grat Maf ImBratt.




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